Escursioni in montagna e infortuni

Diciamo la verità, la vacanza in montagna senza escursioni è veramente un peccato quasi mortale. Queste passeggiate immerse nella natura, sono assolutamente consigliate sia per la salute fisica che per quella mentale. Su questo non ci piove! Camminare in montagna fa bene alla salute. Allenamento e buona preparazione sono punti importantissimi per godere appieno di un’escursione in montagna tuttavia, nonostante le dovute precauzioni, non è raro incappare in alcuni infortuni più o meno gravi che possono pregiudicare il prosieguo della camminata.

Bando alle ciance andiamo ad analizzare quali sono questi incidenti che possono occorrere e quali accortezze è bene usare.

Infortuni più frequenti durante un escursione in montagna

  • Distorsione alle caviglia. Uno degli infortuni più frequenti che possono colpire l’escursionista è la distorsione alla caviglia. E’ facile intuire come i percorsi che vengono eseguiti non sono strade asfaltate lisce e comode, ma spesso ci si imbatte in sentieri in salita o in discesa dove il terreno è spesso instabile (ghiaia, buche, radici…) La distorsione è un movimento in torsione della caviglia che perde la sua capacità di sopportare il peso in senso verticale e, attraverso un momento di supinazione involontaria del piede, viene applicato il carico in maniera errata generando quindi non solo un’ eccessiva tensione ai legamenti, ma anche la possibilità di frattura-rottura della stessa (frattura del malleolo, frattura del perone e frattura perone-tibia). I legamenti che garantiscono la stabilità della caviglia sono molto forti e non è raro riscontrare, a seguito della “storta” il legamento ancora intatto nonostante la frattura da “strappo” del malleolo. Se la distorsione è solo lieve (in base alla crescente gravità le distorsioni possono essere di primo, secondo, terzo grado), come succede nella maggioranza dei casi, con l’aiuto dei bastoncini e stringendo forte lo scarponcino si riuscirà stringendo i denti a portare a casa in qualche modo l’escursione. Per questo genere di distorsioni (di primo grado)  il primo consiglio che vi posso dare è un classico rimedio della nonna: infatti prima di andare a dormire, è utile prendere l’albume di due uova (badate bene, solo l’albume) e immergerci dentro dell’ovatta; a questo punto applicarla nella zona della caviglia con una pellicola in modo da rimanere localmente applicata durante la notte. Questo rimedio risulta essere molto utile in quanto l’albume dell’uovo è ricco di albumina, una proteina che ha una grande azione sul riassorbimento dell’edema; personalmente l’ho provata molte volte ed è un rimedio veramente efficace. Distorsioni della caviglia gravi di secondo e ancora di più di terzo grado provocano un forte dolore, un’importante gonfiore, ematoma e impossibilità ad appoggiare il peso sulla caviglia infortunata. Continuare a camminare in tali condizioni è vivamente sconsigliato perché si rischia di fare molto peggio. Unica soluzione:  fermarsi e chiamare il soccorso Alpino utilizzando il 112.
escursioni in montagna e infortuni

gonfiore caviglia fratturata con distorsione di terzo grado

 

  • Infortunio al ginocchio. Un altro disturbo in cui può incorrere soprattutto l’escursionista saltuario è quello che riguarda il ginocchio: affrontare una lunga escursione senza un’adeguato allenamento sottopone i muscoli ad uno sforzo non aspettato. In tali casi non è raro riscontrare, fenomeni di infiammazione del ginocchio post escursione. Questo avviene in quanto le strutture molli presenti all’interno dell’articolazione (menischi, legamenti, capsula) non sono abituati ad un carico prolungato. Il dolore e il gonfiore al ginocchio  può subentrare alcune ore dopo l’escursione e nei casi più gravi già durante la stessa. Un buon rimedio può essere quello di applicare (in situazioni di emergenza senza potersi recare da un fisioterapista) prima di andare a dormire della crema antinfiammatoria locale (acquistabile in farmacia) e applicarla sulla zona del ginocchio senza farla assorbire dalla pelle quindi senza massaggiare, ma lasciandola umida sulla cute. A questo punto è importante coprire con una sorta di bendaggio con della pellicola per alimenti tutta l’articolazione, in modo da non far respirare i pori e permettere al farmaco di penetrare all’interno del ginocchio. La pelle la mattina sarà un po’ grinzosa ma almeno il ginocchio farà meno male.

 

  • Dolori alla schiena. Per finire un dolore fastidioso  che può insorgere è quello che coinvolge la colonna lombare. La zona lombare è una zona particolarmente sollecitata durante le lunghe passeggiate in montagna, in quanto deve non solo sopportare il continuo urto della camminata su terreni instabili (in particolar modo durante le lunghe discese), ma deve spesso tollerare il peso dello zaino e del busto. Se l’escursionista non ha una buona capacità di contenimento della parete addominale e non ha un assetto posturale adeguato, non è raro riscontrare fenomeni di forte dolore lombare con dolore che scende lungo la gamba. Questo succede anche perché la muscolatura che gestisce gli sforzi e la stabilità del bacino è regolata dai muscoli glutei:  questi muscoli, quando vanno in blocco per degli sforzi o per posture errate, possono generare dei fastidi che mimano una sciatica determinando anche una grave dolenzia a carico dell’arto inferiore. Il mio consiglio quindi è: se avete in programma di fare delle lunghe escursioni in montagna, cercate di allenare bene questi muscoli esercitandoli e potenziandoli molto nel periodo che precede le passeggiate, inoltre prima di andare a fare le uscite eseguire uno stretching prolungato della schiena e dei muscoli della coscia (soprattutto quelli posteriori).

Buona escursione a tutti!

Articolo scritto in collaborazione con Dr. Daniel Di Segni – Dottore in fisioterapia